Giovedì 12 febbraio 2026 si è svolto il secondo incontro del percorso di orientamento all’economia sostenibile promosso dall’Università di Parma nell’ambito del progetto dedicato alla transizione scuola-università. Una mattinata intensa, vissuta insieme agli studenti del Liceo Marconi e del Convitto Maria Luigia, che ha trasformato concetti apparentemente complessi in riflessioni concrete sulla vita, sul lavoro e sul futuro.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali della Prorettrice  al Diritto allo studio e ai Servizi agli Studenti Isotta Piazza dell’Università di Parma, seguiti dall’intervento della responsabile della biblioteca universitaria del Campus, che ha invitato i ragazzi a scoprire la biblioteca non solo come luogo di studio, ma come spazio di esplorazione critica, ricco di strumenti e testi dedicati alla sostenibilità, grazie anche all’impegno e alla sensibilità del Prof. Alessio Malcevschi.

L’economia della felicità: quando la vita non è un gioco a somma zero
Il cuore dell’incontro è stato l’intervento del Prof. Leonardo Becchetti, dal titolo “L’economia della felicità: più siamo generativi più siamo felici. Perché la fiducia nelle persone fa crescere l’economia civile”. Il docente ha guidato i ragazzi in un cambio di prospettiva sull’economia, invitandoli a superare l’idea che il benessere dipenda esclusivamente dal profitto o dal consumo. L’economia, ha spiegato, nasce dalle relazioni tra le persone: fiducia, cooperazione e senso di appartenenza sono fattori che incidono concretamente anche sulla crescita economica.
Attraverso esempi semplici ma profondi, Becchetti ha spiegato come la vita reale funzioni spesso come un “gioco a somma positiva”: cooperare permette a tutti di crescere, mentre la competizione distruttiva genera perdita di valore collettivo. Innovazione, beni pubblici, reti digitali e relazioni umane sono ambiti in cui la collaborazione produce risultati maggiori rispetto all’individualismo.
Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato il concetto di beni relazionali: la felicità personale non può prescindere dagli altri. La soddisfazione di vita cresce quando aumenta la partecipazione sociale, la cooperazione e la fiducia reciproca, elementi che rappresentano il vero capitale delle comunità.
Becchetti ha introdotto il concetto di generatività, cioè la capacità delle nostre azioni di produrre valore per gli altri e per la comunità. Essere generativi significa contribuire a costruire contesti più ricchi di senso, nei quali il successo non si misura solo con il risultato individuale ma con l’impatto positivo che lasciamo intorno a noi. In questa visione, la vita personale e professionale diventa una sorta di sport di squadra, dove talento e competenze trovano piena espressione solo attraverso relazioni solide e collaborative. Un messaggio particolarmente significativo per i ragazzi, chiamati oggi a orientarsi in una società spesso competitiva e veloce, ma sempre più bisognosa di fiducia e responsabilità condivisa.

Crescita, progresso e sostenibilità: la generazione del punto di svolta
Attraverso dati storici sulla crescita demografica e sull’aspettativa di vita, Becchetti ha mostrato come lo sviluppo tecnologico e industriale abbia migliorato le condizioni di vita globali, ma abbia anche portato il pianeta vicino ai suoi limiti ambientali. Secondo il professore, la sfida delle nuove generazioni è proprio questa: trasformare la crescita in sviluppo sostenibile, puntando su economia circolare, condivisione, estensione della vita utile dei prodotti e nuovi modelli di consumo responsabile. In questo contesto emerge anche il tema del “voto col portafoglio”: ogni scelta di acquisto diventa una forma di partecipazione sociale capace di premiare o penalizzare comportamenti aziendali. Uno degli spunti più stimolanti ha riguardato il rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro umano. I dati mostrano che molte attività potranno essere supportate o sostituite dalle tecnologie, ma restano centrali le competenze legate alla creatività, all’etica, alla relazione e alla cura della persona. Il messaggio rivolto ai ragazzi è stato chiaro: non è la tecnologia a determinare il futuro, ma il modo in cui le persone scelgono di utilizzarla.

La felicità come percorso
La riflessione si è chiusa con una suggestione culturale e quasi filosofica, attraverso il pensiero di Teilhard de Chardin e alcune citazioni di Gianni Rodari, che hanno ricordato come la felicità non sia una condizione statica, ma un processo che si costruisce nel tempo, attraverso ricerca, impegno e responsabilità.

L’impresa come comunità: la testimonianza di Livio Bertola
La mattinata è proseguita con l’intervento dell’imprenditore Livio Bertola, che ha portato una testimonianza concreta di come i principi dell’economia civile possano tradursi nella vita aziendale. Il suo intervento ha assunto un valore ancora più simbolico perché l’azienda festeggiava proprio ieri  gli ottant’anni di attività. Bertola ha scelto di condividere questo traguardo con i ragazzi, trasformando l’incontro in un momento di partecipazione e coinvolgimento. Per coinvolgere gli studenti ha proposto un gioco a premi: indovinare la funzione di un componente cromato mostrato in fotografia, rivelatosi poi un bullone del cerchione Ferrari. I ragazzi che hanno risposto correttamente sono stati premiati con alcuni pezzi originali provenienti dalla produzione aziendale, un gesto simbolico che ha reso tangibile il legame tra studio e realtà produttiva.
Attraverso esempi concreti, l’imprenditore ha sottolineato come il benessere aziendale non sia solo una questione organizzativa ma profondamente relazionale. Ha raccontato come, nel tempo, l’azienda abbia scelto di mantenere un clima di lavoro inclusivo e aperto, offrendo opportunità anche a persone con percorsi difficili, citando esperienze di reinserimento lavorativo legate al contesto carcerario. Una scelta che, oltre a generare valore sociale, ha contribuito a migliorare produttività e risultati economici, dimostrando come la fiducia nelle persone possa diventare una risorsa concreta per lo sviluppo. Bertola ha poi simpaticamente concluso la mattinata distribuendo ai ragazzi altri piccoli componenti cromati utilizzati nel settore automotive, raccontando l’esperienza dell’azienda, che collabora con marchi internazionali come BMW e Rolls-Royce.

Un percorso che parla di futuro
L’incontro ha rappresentato per gli studenti un’importante occasione di confronto tra teoria e pratica, mostrando come l’economia civile possa essere allo stesso tempo visione culturale e esperienza quotidiana. I ragazzi sono stati stimolati a riflettere su domande fondamentali: cosa significa davvero avere successo? Quale ruolo possono avere come cittadini e futuri professionisti nella costruzione di un’economia più sostenibile e generativa?
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con nuovi incontri, offrendo agli studenti strumenti sempre più concreti per orientarsi in un mondo in trasformazione, dove competenze tecniche e qualità delle relazioni saranno sempre più interconnesse.

I ragazzi hanno avuto l’opportunità, insieme alla Dott.ssa Stefania La Badessa, di preparare e realizzare alcune interviste ai relatori, visualizzatili al link


Brevi profili dei relatori

Leonardo Becchetti
Professore ordinario di Economia Politica presso l’Università di Roma Tor Vergata, è tra i principali studiosi italiani dell’economia civile e del rapporto tra benessere, sostenibilità e sviluppo sociale. Fondatore e presidente dell’associazione ETS Next – Nuova Economia per Tutti, è editorialista di Avvenire e Il Sole 24 Ore. Nei suoi studi promuove modelli economici che integrano crescita, responsabilità sociale e qualità delle relazioni umane.

Livio Bertola
Imprenditore e presidente del Gruppo Bertola Srl, opera nel settore industriale e dei servizi promuovendo un modello aziendale fondato su responsabilità sociale, sostenibilità e valorizzazione delle persone. È presidente nazionale di AIPEC, associazione che riunisce imprenditori impegnati a coniugare attività economica e cultura del dono. Attraverso la propria esperienza imprenditoriale testimonia come l’impresa possa essere uno spazio di crescita, collaborazione e impatto positivo sul territorio.

Stefania La Badessa

Stefania La Badessa, nota sul web con il nome del suo alter-ego Fitogirl, è una farmacista calabrese, scrittrice, pubblicista, esperta di piante medicinali e medicine complementari – note fino a qualche tempo fa come “alternative” e più recentemente definite “integrate” – che poi è una definizione generica per racchiudere tutte le varie tipologie di cura naturali, dall’omeopatia all’ayurveda, dall’agopuntura al reiki.