
Da ragazza, avevo guardato il film Cocoon (1985) con un misto di meraviglia e scetticismo.
Quegli anziani che, immersi in una piscina misteriosa, ritrovavano energia e vitalità mi sembravano una visione dolcissima… e un po’ ingannevole, fantastica.
Pensavo: “Che bello sarebbe se si potesse davvero restare giovani per sempre…”
Quasi quasi…un giro sull’astronave l’avrei fatto anch’io in fondo, d’altronde chi mi conosce sa che tendo ad “allungare il piede” per partire all’avventura.
Oggi, dopo anni di studio tra fisiologia, fitoterapia e nutraceutica, so che la realtà non funziona così: non esiste una piscina magica.
Eppure, una cosa quel film l’aveva capita bene: il desiderio umano di restare vitali.
La vera Longevity non promette giovinezza eterna, ma si basa su dati molto concreti.
Oggi sappiamo che il modo in cui invecchiamo dipende solo per il 20–30% dai geni, mentre il resto è determinato da fattori modificabili: alimentazione, gestione dello stress, qualità del sonno, movimento, infiammazione cronica, equilibrio ormonale, esposizione a tossici ambientali.
In pratica, la biologia dell’invecchiamento è molto meno “destino” di quanto pensiamo.
E questo per me è rassicurante.
Significa che abbiamo un margine di azione enorme: possiamo davvero influenzare l’età biologica delle nostre cellule. Possiamo rallentare i processi ossidativi, sostenere i mitocondri, proteggere collagene e tessuti connettivi, preservare muscoli e ossa, modulare gli ormoni dello stress.
Non con miracoli, ma con scelte quotidiane.
Questa consapevolezza ha cambiato il mio modo di guardare al tempo.
Non come a qualcosa che ci sfugge, ma come a un alleato con cui costruire un dialogo. Un dialogo fatto di ascolto del corpo, conoscenza dei suoi meccanismi e piccoli atti di manutenzione gentile.
La Longevity, in fondo, è questo: trasformare la nostra vita in una “piscina rigenerante” reale, fatta di abitudini che proteggono la mente, il cuore, la pelle, le ossa, l’energia.
E il bello è che non è mai troppo presto… né troppo tardi per iniziare.

La longevity non ha età: a 20 anni previene, a 40 sostiene, a 60 consolida.
Ogni fase lascia un’impronta sul nostro futuro: quello che si fa a 30 o 40 anni, cambia concretamente come ci sentiremo a 60.
La longevity è un patto di cura continua: piccole scelte quotidiane, costanti, che costruiscono un corpo più forte e una mente più stabile.
E vabbè…starai pensando. E io? Ho già raggiunto gli “anta” …come faccio a mettere le basi per il mio futuro? Non sarà troppo tardi?
Il bello è che il corpo risponde sempre, anche dopo anni di trascuratezza.
Ogni scelta — alimentare, emotiva, ormonale, nutraceutica — costruisce un terreno.
Quindi, non è mai troppo tardi.
Certo, prima si inizia, più soddisfacenti saranno i risultati.
Personalmente, per farti un esempio, già a 30 anni utilizzavo una buona crema antirughe, un siero, un olio viso…anzichè una crema viso semplicemente idratante.
La mia pelle lo dimostra chiaramente anche ora che ne ho 55.
Ma il mio corpo, beh…quello ammetto di averlo trascurato per molto tempo, presa dal curare famiglia, casa, lavoro.
Stritolata nella corsa quotidiana.
Per molto tempo, non mi sono ascoltata, non mi sono presa cura di me perchè ero troppo impegnata a “fare” e a prendermi cura degli altri.
Noi donne siamo le regine del “prendersi cura” ma troppo spesso ci dimentichiamo di volgere lo sguardo nello specchio, verso di noi, dentro di noi.
Negli ultimi anni ho iniziato a portare attenzione a me, dentro e fuori, innegabilmente i risultati ci sono.
La strada è lunga, ma con attenzione quotidiana, un pò come quando ci si allena ponendosi un obiettivo sportivo, per fare un esempio, penso di potercela fare.
Quindi direi che puoi farcela anche tu.
L’importanza è essere determinate, attente, in ascolto. Sempre.
Non 2-3 volte a settimana.
Tutti i giorni, costantemente.
Perchè per noi donne il tema LONGEVITY è così importante?
Per le caratteristiche della nostra fisiologia.
- cambiamenti ormonali profondi (pubertà, età fertile, premenopausa e menopausa)
- oscillazioni metaboliche
- variazioni nella densità ossea prima e dopo la menopausa
- fluttuazioni del trofismo dei tessuti (pelle, mucose, capelli)
- maggiore predisposizione a stress cronico e carico mentale
Il tema centrale della longevity: rallentare l’invecchiamento biologico
L’invecchiamento non è solo cronologico: è soprattutto biologico.
Possiamo avere 45 anni anagrafici e un’età biologica di 35… o di 55, a seconda di:
- infiammazione cronica silente
- stress ossidativo
- stile di vita
- alimentazione
- stato ormonale
- qualità del sonno
- stato del microbiota
- gestione dello stress
La longevity si occupa di modulare questi fattori per preservare vitalità e funzionalità.
Ma bando alle chiacchiere, ora entriamo nel concreto: quali sono gli strumenti naturali che possono aiutarci davvero a sostenere questa visione di lungo periodo?
Stefania La Badessa, nota sul web con il nome del suo alter-ego Fitogirl, è una farmacista calabrese, scrittrice, pubblicista, esperta di piante medicinali e medicine complementari – note fino a qualche tempo fa come “alternative” e più recentemente definite “integrate” – che poi è una definizione generica per racchiudere tutte le varie tipologie di cura naturali, dall’omeopatia all’ayurveda, dall’agopuntura al reiki.
Stefania La Badessa
Commenti recenti