
Nell’età fertile la parola chiave è CICLICITA’.
Il ciclo diventa in genere più regolare, ma si accompagnano spesso: sindrome premestruale, dolori mestruali, emicranie peri-mestruali, stanchezza, ritenzione, gambe pesanti.
Entra in gioco, con un ruolo da protagonista, lui… lo stress : noi donne spesso viviamo giornate molto piene, non ci concediamo di fermarci… MAI.
Hai il ciclo? Non temere – ci dice una reclama televisiva – prendi una compressa di “vattelappésca” e potrai andare a ballare…Hai l’influenza? prendi una bustina di “taldeitali” nel giro di dieci minuti puoi anche giocare a tennis!
Proviamo però un attimo a capire come funziona in altre parti del mondo e se è poi davvero necessario essere super efficienti anche quando abbiamo il ciclo.
Il modo in cui le diverse culture vivono il periodo mestruale varia enormemente nel mondo, intrecciando credenze, spiritualità, ruoli sociali e tabù.
Nelle antiche culture indigene, il periodo mestruale era considerato sacro.
Le donne si ritiravano in una “moon lodge” (capanna della luna) — non come isolamento negativo, ma come spazio di introspezione e condivisione.
Si pensava che durante le mestruazioni fossero più in sintonia con il mondo spirituale e che potessero ricevere intuizioni profonde o “sogni di guida”.
In alcune aree dell’Africa occidentale, la donna mestruata era ritenuta potente e misteriosa, capace di influenzare gli eventi o proteggere la comunità.
Le donne giapponesi, però, godono di un diritto interessante: la “menstrual leave”, cioè la possibilità di prendere un giorno di riposo dal lavoro in caso di dolori mestruali, introdotta già nel 1947.
Mettersi sul divano distese, con una tisana e una borsa dell’acqua calda (strumento da riscoprire per la sua valenza cosmica, a mio avviso!) che scioglie le tensioni e permette alla zona addominale e lombare di allentare la tensione…alla luce di quanto detto, non sembra poi così male. Che ne pensi?
E’ bene essere consapevoli, che esiste un legame ben definito tra stress-ormoni: l’asse dello stress (ipotalamo–ipofisi–surreni…ma ne parleremo in un altro contesto per dedicare lo spazio che merita a questo argomento) dialoga costantemente con l’asse riproduttivo.
Se siamo in allarme continuo, il corpo a volte “risparmia” sulla parte riproduttiva.
Come ho raccontato nel mio intervento video (se non lo hai ancora visto e ti piacerebbe lo trovi qui https://youtu.be/ETb5_ZdqrEQ ) se il nostro cervello è in modalità “combatti o fuggi” tutte le risorse dell’organismo vengono inviate ai muscoli, all’apparato respiratorio e a tutti gli organi che devono sostenerti nel combattimento o la fuga: ovviamente vengono penalizzati – normalmente per un periodo di tempo limitato (il tempo di mettersi in salvo o di lottare con l’antagonista) – altri distretti, come l’apparato gastro-intestinale, l’apparato riproduttivo e il sistema immunitario.
Se ti stai chiedendo perchè fai fatica a digerire, perchè il ciclo è irregolare, perchè ti ammali troppo spesso…la risposta sta – probabilmente – nel tuo essere sempre in stato di allerta, lo stress ha preso il sopravvento sul sistema e non riesci a disinnescare la modalità “fight or fly”. I nostri progenitori dovevano darsela a gambe davanti ad un predatore, metti un bell’orsacchiotto alto due metri. Noi vorremmo darcela a gambe davanti al capoufficio o davanti ad un automobilista nel traffico che inveisce sulla nostra presunta lentezza nel parcheggiare. Non sono pericoli reali di vista o di morte, ma il nostro cervello non fa differenza.
Tutto questo può comportare cicli dolorosi, o troppo abbondanti, o troppo scarsi, e l’umore può diventare un’altalena.
Quindi, fermati, respira e SMETTI DI COMBATTERE!
Fallo più volte che puoi nella tua giornata.
Passiamo a i RIMEDI FITOTERAPICI E NUTRACEUTICI che possono aiutarci.
E’ importante ricordare sempre che il nostro benessere dipende non solo dal corpo, ma anche dalla mente : per la parte fisica possiamo affidarci a rimedi come Actaea racemosa, Alchemilla, zafferano per l’umore e la mente, ashwagandha o rhodiola per reggere lo stress.Per il microcircolo ci aiutano centella, ippocastano, diosmina.
- Actaea racemosa e Alchemilla
L’Actaea racemosa (cimicifuga) è spesso utilizzata per i disturbi legati al ciclo e, più avanti, anche nella transizione menopausale.
L’Alchemilla è una pianta tradizionalmente legata alla sfera femminile, usata per sostenere il tono dell’utero e i disturbi mestruali.
Sono rimedi che si possono valutare in caso di dismenorrea o ciclo molto sintomatico. - Zafferano (Crocus sativus)
Lo zafferano, in forma standardizzata, ha mostrato effetti interessanti sul tono dell’umore e sulla riduzione di alcuni sintomi di ansia lieve e sindrome premestruale.
È un esempio di come un alimento-speziatura possa diventare, se ben dosato, un vero supporto nutraceutico. - Adattogeni: Rhodiola, Ashwagandha
La Rhodiola è spesso suggerita quando prevale una stanchezza mentale con calo di motivazione; l’Ashwagandha è più indicata nei quadri di stress con insonnia, ansia, agitazione interna. Sono piante che sostengono la capacità dell’organismo di adattarsi agli stress, ma vanno scelte con attenzione, soprattutto in caso di patologie, farmaci o tiroidite. - Microcircolo: ippocastano, centella, diosmina
Per gambe pesanti, capillari fragili, ritenzione, esistono fitoterapici mirati:
– Ippocastano per il tono venoso
– Centella asiatica per il microcircolo e il trofismo del tessuto connettivo
– Diosmina (spesso combinata con esperidina) per la circolazione venosa.
Anche qui non parliamo di ‘magia’, ma di sostanze che sostengono la fisiologia vascolare.” - Omega-3
Grandi alleati dell’organismo a tutte le età (ricordate le nonne che inseguivano i nipotini con l’olio di fegato di merluzzo? Beh, proprio quello.) Gli omega-3 aiutano a modulare l’infiammazione, supportano l’umore e il sistema cardiovascolare. Possono venire dall’alimentazione (pesce azzurro, semi di lino, noci) o, se necessario, da integrazione.

Consigli per vivere meglio nel quotidiano
In questo caso soprattutto serve imparare la parola ‘ciclicità’: non possiamo pretendere le stesse energie tutti i giorni.
In questa fase, molte donne chiedono: “come faccio a non arrivare stremata al ciclo?’”
Ecco quindi qualche suggerimento che spero ti tornerà utile:
1 – Routine gentile premestruale: programma, se possibile, qualche giorno più leggero intorno al ciclo. Non sempre è facile, ma anche solo ridurre gli impegni superflui può fare la differenza.
2 – Tisane rituali: infusi con zenzero, cannella, fiori di tiglio o melissa possono accompagnare i momenti di tensione, diventando piccoli rituali di cura.
3 – Mini pratica corporea: 5 minuti di ascolto del respiro nella zona del ventre, accompagnati da un leggero dondolio del bacino o stretching lombare, aiutano a sciogliere la percezione del dolore.
E poi?
Per alcune donne, ma non per tutte, poi arriva la maternità e il corpo conosce comunque una fase di passaggio importante: la gravidanza e il post-parto.
In ogni caso, per tutte, il corpo si affaccia nel tempo ad un’altra fase particolare: la premenopausa, spesso poco nominata ma decisamente cruciale per il nostro benessere.
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Ascoltarsi, il primo step verso il benessere
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Stefania La Badessa
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