
Si è svolto il 12 maggio presso l’Auditorium Polifunzionale del Campus dell’Università di Parma l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri “Educazione all’economia sostenibile. Quali economie per i prossimi anni?”, promosso dall’Ateneo nell’ambito del progetto “L’Università in classe: una bussola per il futuro 2025/2026”.
L’iniziativa rientra nei percorsi di orientamento attivo rivolti agli studenti delle scuole secondarie superiori previsti dal PNRR e nasce con l’obiettivo di accompagnare i giovani nella costruzione del proprio futuro universitario e professionale, offrendo occasioni di confronto sui temi che influenzeranno sempre più lo sviluppo economico, sociale e ambientale del nostro Paese.
Coordinato dal Prof. Alessio Malcevschi, Delegato del Rettore per la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), il percorso ha proposto da gennaio una serie di incontri interdisciplinari dedicati al rapporto tra economia, ambiente, salute, innovazione e cittadinanza attiva.
Ad aprire la mattinata conclusiva sono stati il Prof. Malcevschi e la Dott.ssa Rita Ollà, Dirigente dell’Unità Operativa
Orientamento dell’Università di Parma, che hanno richiamato l’importanza di sviluppare nei giovani competenze, spirito critico e consapevolezza, elementi indispensabili per affrontare un mondo in continua trasformazione.
Protagoniste dell’incontro sono state la Dott.ssa Simona Barone – esperta di strategie di marketing orientate alla sostenibilità – e la Prof.ssa Tania Vergura, docente di E-Business, Digital Marketing e Neuromarketing dell’Università di Parma.
Partendo dal titolo della giornata – “L’alimentazione non è solo calorie ma anche cultura e storia” – le relatrici hanno invitato gli studenti a guardare il cibo da una prospettiva più ampia. Una semplice domanda ha aperto il confronto: “Se mangiate una pizza, state solo assumendo calorie?”
Da qui è nata una riflessione sul significato culturale, sociale ed economico dell’alimentazione. Il cibo non rappresenta soltanto una fonte di nutrienti, ma racconta territori, tradizioni, identità e relazioni. Dietro ogni alimento si nasconde una storia fatta di persone, competenze, risorse e scelte.
Al centro dell’incontro è stato approfondito il concetto di filiera sostenibile, definita come un insieme di passaggi in grado di generare valore per tutti gli attori coinvolti. Attraverso l’esempio della filiera del latte, è emerso come la sostenibilità inizi ben prima del prodotto finale: dal benessere animale alla qualità delle materie prime, dalla trasformazione al confezionamento, fino alla distribuzione e al consumo.
Fare impresa in modo sostenibile significa infatti garantire continuità nella produzione di valore, non solo economico ma anche intrinseco, assicurando qualità, fiducia e responsabilità lungo l’intero percorso che conduce un prodotto fino al consumatore.
Un altro tema centrale è stato quello dei falsi miti della sostenibilità. Le relatrici hanno mostrato come parole e immagini presenti sulle confezioni possano influenzare profondamente la percezione dei consumatori. Claim come “agricoltura sostenibile”, “riciclabile” o “biodegradabile” tendono infatti ad aumentare la qualità percepita di un prodotto, la propensione all’acquisto e persino la disponibilità a pagare un prezzo più elevato.
Attraverso esempi pratici e domande provocatorie, gli studenti sono stati invitati a sviluppare un approccio più critico, comprendendo che la sostenibilità non può essere valutata sulla base di una singola caratteristica, ma richiede una visione d’insieme.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema del packaging sostenibile, oggi al centro di molte sfide ambientali e industriali. Alcuni dati presentati durante l’incontro hanno contribuito a dare la misura del fenomeno: ogni cittadino europeo produce mediamente decine di chilogrammi di rifiuti da imballaggio all’anno, mentre nel mondo vengono utilizzate quantità enormi di bottiglie e materiali destinati al confezionamento.
Le relatrici hanno evidenziato come il packaging non serva soltanto a contenere un prodotto, ma anche a proteggerlo, conservarlo e ridurre gli sprechi alimentari. Per questo motivo la sostenibilità degli imballaggi deve essere valutata considerando l’intero ciclo di vita del prodotto.
Ampio spazio è stato riservato alle nuove frontiere della ricerca, dalle bioplastiche alle fibre vegetali, dai materiali ottenuti dal micelio dei funghi fino ai packaging edibili realizzati con alghe, amidi e proteine naturali. Soluzioni innovative che mostrano come la sostenibilità possa diventare anche occasione di creatività e innovazione tecnologica.Uno dei messaggi più forti emersi dalla mattinata è stato sintetizzato in una semplice formula: “Buono per te, buono per il pianeta, buono per il business.” Una filiera può definirsi realmente sostenibile quando riesce a creare valore contemporaneamente per le persone, per l’ambiente e per il sistema economico.
A concludere l’incontro è stata la performance dal vivo di Alessandro Zannier, in arte Ottodix,
musicista e artista multimediale che da anni esplora il rapporto tra uomo, tecnologia, ambiente e futuro attraverso linguaggi che intrecciano musica, immagini e riflessione scientifica. La sua esibizione ha offerto una chiusura originale e coinvolgente al percorso, dimostrando come anche l’arte possa contribuire a stimolare consapevolezza e senso critico sui grandi temi del nostro tempo.
Con questo appuntamento si conclude un ciclo di incontri che, da gennaio a maggio, ha permesso a studenti e cittadinanza di confrontarsi con esperti provenienti da ambiti diversi, mostrando come la sostenibilità non sia una disciplina a sé stante, ma un modo di leggere e interpretare la complessità del mondo contemporaneo.
Per approfondire non perderti il video che racconta l’evento.
Clicca sul link
https://youtu.be/TAMyZCOtVaE
Breve Bio dei relatori
ALESSIO MALCEVSCHI
E’ docente dell’Università di Parma e Delegato del Rettore per la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile. Da anni si occupa di sostenibilità ambientale, educazione allo sviluppo sostenibile e divulgazione scientifica, promuovendo iniziative rivolte a studenti, scuole e cittadinanza. Coordina percorsi interdisciplinari che integrano temi economici, sociali e ambientali in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Ascolta l’intervista al Prof.Malcevschi cliccando sul link https://youtu.be/pmx6JEc4HHo
MARIA SIMONA BARONE
E’ una professionista del marketing, della strategia e dell’innovazione con oltre vent’anni di esperienza nel settore Food & Beverage e nei beni di largo consumo. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di responsabilità in aziende internazionali come Barilla, Kraft-Mondelez, Colgate e Lactalis-Parmalat, sviluppando progetti orientati alla creazione di valore lungo le filiere e all’integrazione della sostenibilità nelle strategie aziendali.

DONATA TANIA VERGURA
E’ Professoressa Associata presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma. Insegna E-Business, Digital Marketing e Neuroshopping e svolge attività di ricerca sui comportamenti dei consumatori, sul marketing digitale, sulla sostenibilità e sui processi decisionali che influenzano le scelte d’acquisto. È inoltre impegnata nelle attività di orientamento e accompagnamento degli studenti universitari, favorendo percorsi formativi coerenti con competenze, interessi e obiettivi personali.
Stefania La Badessa
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