
Domenica scorsa – 31 maggio alle 17.30 – ho avuto il piacere di partecipare a Indaco 432 Hz, nella splendida cornice del Lido Po di Luzzara, per un incontro dedicato al tema dell’edizione 2026: “Nutrirsi di Luce”.
In dialogo con l’amico Fabio Bortesi abbiamo parlato di piante aromatiche e del loro straordinario legame
con la luce. Se le piante vengono definite da Zoë Schlanger – autrice di un bellissimo libro, dono della mia amica Barbara, che ho letto da poco – “mangiatrici di luce” (definizione che fa da titolo al libro), è perché sono gli unici organismi capaci di catturare l’energia del Sole attraverso la clorofilla e trasformarla, grazie alla fotosintesi, in sostanza vivente. Da questo processo nascono non solo foglie, fiori e frutti, ma anche quelle molecole aromatiche che rendono le piante così preziose per la nostra alimentazione e il nostro benessere.
Abbiamo seguito il percorso che porta dai fotoni agli aromi: la luce diventa zuccheri, gli zuccheri diventano fitocomplessi, polifenoli e oli essenziali. In questo senso il profumo del rosmarino, della salvia, del timo o della lavanda può essere visto come una forma raffinata di energia solare trasformata dalla pianta.
Abbiamo parlato del rosmarino, tradizionalmente associato alla memoria e alla lucidità mentale; della salvia, pianta dell’equilibrio e della regolazione; del timo, che concentra nelle sue foglie una straordinaria energia protettiva; della lavanda, il cui aroma continua a raccontarci il profondo dialogo tra mondo vegetale e sistema nervoso. Abbiamo riflettuto sul fatto che gli aromi non nascono per noi: rappresentano il linguaggio con cui le piante comunicano con l’ambiente, con gli insetti impollinatori e persino con altri vegetali. Attraverso l’olfatto, anche noi siamo diventati destinatari di questi messaggi.
Abbiamo inoltre riscoperto il valore quotidiano delle aromatiche, sia come ingredienti della nostra alimentazione sia attraverso infusi e oli essenziali, strumenti semplici che ci permettono di riportare nella vita di ogni giorno una relazione più consapevole con il mondo vegetale. Compagni di avventura, come sempre, i miei libri: Le erbe della salute sul balcone, Medicina naturale per la donna, La natura spiegata ai bambini.
Tra i momenti che ho condiviso con maggiore piacere c’è stato il racconto della mia preparazione – fatta proprio al mattino, domenica – di un estratto floreale di fiori di tiglio ottenuto per solarizzazione. In questo metodo tradizionale per la floriterapia, i fiori vengono posti in acqua pura ed esposti alla luce del Sole: un processo nel quale la luce non è soltanto una metafora, ma un elemento essenziale della preparazione stessa. Un’esperienza che mi ha fatto riflettere ancora una volta su quanto profondo sia il legame tra piante, luce e trasformazione.
Uno degli obiettivi dell’incontro era proprio questo: imparare a guardare le piante con occhi diversi. Non come semplici elementi del paesaggio o ingredienti della cucina, ma come organismi straordinari che da milioni di anni trasformano la luce in nutrimento, profumo, relazione e vita.
Come scrive Zoë Schlanger:
«Le piante continueranno a essere piante qualunque cosa noi pensiamo di loro. Ma il modo in cui scegliamo di pensarle potrebbe cambiare completamente noi.»
Grazie agli organizzatori di Indaco 432 Hz e a tutte le persone che hanno condiviso con noi questo viaggio tra botanica, scienza e meraviglia. Grazie a Fabio, per le nostre chiacchierate erranti…che non smettono mai di sorprendermi e soprattutto di divertirmi.
A testimonianza del fatto che è stato un pomeriggio fantastico, eccomi qua in veste inusuale, alle prese con una danza tradizionale: https://youtu.be/c0REPdOmEVM
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Stefania La Badessa
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