Quante volte, soprattutto all’approssimarsi di un cambio di stagione, ci si guarda allo specchio poco soddisfatte dei propri capelli che appaiono opachi, fragili e privi di vitalità?
In questi casi viene spontaneo pensare subito alla necessità di sostituire lo shampoo o il balsamo abitualmente utilizzati, ricorrendo eventualmente anche ad una cura di fiale rivitalizzanti e rinforzanti: ricercare nuovi prodotti cosmetici per migliorare la propria capigliatura è una scelta sicuramente sensata, ma costituisce solo il primo passo verso il benessere dei capelli.
Tra le cause che possono provocare uno stato sofferenza del capello vi sono infatti molteplici fattori esterni, determinati dall’ambiente e dal tipo di cura che solitamente si riserva alla propria “chioma”: l’inquinamento atmosferico, i cambi stagionali (soprattutto in primavera ed autunno), l’uso di prodotti cosmetici aggressivi, un uso scorretto del phon o eventuali trattamenti chimici troppo frequenti come tinture o permanenti possono costituire alcuni esempi.
Molto spesso lo stato del capello può anche diventare un vero e proprio “campanello d’allarme”, la spia di uno stato di malessere interno che può coinvolgere sia la sfera psicologico-emotiva che quella fisica: non è raro accorgersi che durante (o subito dopo) un periodo di stress intenso, causato dal superlavoro o da momenti di studio particolarmente impegnativi, i capelli tendono a diventare meno luminosi e più fragili, ma soprattutto più inclini a cadere.
Tra gli altri “nemici” dei capelli non bisogna trascurare anche una dieta squilibrata, ricca di grassi ma povera di sali minerali e vitamine, alcuni farmaci, eventuali infezioni causate da batteri o funghi, squilibri ormonali.
Per aiutare i capelli “dall’interno”, i suggerimenti da parte della natura per frenare la caduta e stimolare la ricrescita, restituendo loro vitalità e brillantezza non mancano: molte sono infatti le piante medicinali dotate di attività remineralizzante, in grado di contrastare l’eccesso di sebo e di rinforzare la struttura del capello. Una volta individuati i rimedi naturali più adatti al proprio problema è possibile creare una terapia personalizzata, associando i rimedi fra loro per sfruttarne al meglio le proprietà curative: in caso di caduta legata alla mancanza di ferro si ottengono ottimi risultati combinando l’attività ricostituente dell’Erba medica o del Fieno greco alle proprietà remineralizzanti dell’Equiseto, che può essere associato anche all’Ortica in caso di caduta intensa o al miglio in caso di capelli spenti ed opachi.
Capelli più forti e luminosi con Miglio ed Equiseto
Per agire in profondità sulla struttura del capello, restituendogli maggiore elasticità, robustezza e soprattutto la capacità di riflettere la luce che è alla base della sua brillantezza si può ricorrere a due piante particolarmente ricche di sali minerali, vitamine e proteine, capaci di stimolare la formazione della cheratina, sostanza essenziale per l’elasticità e la resistenza dei capelli: il Miglio e l’Equiseto. I primo è da sempre considerato un integratore di “bellezza” per i capelli per la sua azione stimolante, capace di ridare vigore e lucentezza ai capelli più spenti. Utilissimo anche per le sue proprietà energetiche e rivitalizzanti il Miglio può essere assunto alla dose di 4-6 capsule al giorno. Originario dell’emisfero boreale e comparsa sulla terra circa300 anni fa, l’Equiseto veniva anticamente utilizzato, per l’estrema ruvidezza delle sue foglie ricche di silice, per lucidare il legno ed i metalli.
Caratteristico è il significato del suo nome che allude simbolicamente proprio ai peli: “Equiseto” deriva infatti dalle parole latine “equus”, ossia “cavallo” e “seta” che significa “pelo, crine”, in riferimento alla particolare forma della pianta adulta, vagamente somigliante proprio ad una “coda di cavallo”. Per la medicina naturale l’Equiseto rappresenta una pianta ricchissima di sali minerali, soprattutto silicio e potassio. Il silicio, localizzato nell’organismo soprattutto nello smalto dentale, nelle ossa e nel tessuto connettivo, è un elemento essenziale per il mantenimento dell’integrità e dell’elasticità della pelle e dei tessuti in generale, capelli compresi. Per una cura efficace il trattamento deve prolungarsi per circa due mesi consecutivi, alla dose di 300-700mg di estratto secco titolato, suddiviso in due somministrazioni, da assumere prima o subito dopo i pasti.
Stop alla caduta con l’Ortica
Per frenare o prevenire la caduta ci si può affidare all’Ortica (Urtica dioica), piccola pianta erbacea solitamente poco amata per i suoi peli “urticanti”. Utilizzata sin dai tempi più antichi per le sue proprietà remineralizzanti, depurative, diuretiche, antinfiammatorie e sebonormalizzanti, questa pianta è una vera e propria miniera di sali minerali (calcio, magnesio, ferro, potassio, zolfo e silicio), flavonoidi, vitamine (A, C, E, del gruppo B) e proteine. La si può utilizzare come estratto secco titolato, alla dose di due capsule per due volte al giorno (mattino e sera), al momento di pasti o come tintura madre, una forma liquida in gocce, da assumere alla dose di circa 35-40 gocce, diluite in poca acqua, 15-20 minuti prima dei tre pasti principali. La durata del trattamento è solitamente di due mesi consecutivi, ma può subire variazioni in base all’intensità della caduta. A scopo preventivo è consigliabile realizzare cicli di cura in primavera ed autunno, periodi dell’anno caratterizzati da una maggiore intensità del fenomeno “caduta”.
Grazie alla sua versatilità e alla sua capacità di riequilibrare l’eccesso di grasso che spesso caratterizza il cuoio capelluto, l’Ortica può essere utilizzata anche per applicazioni locali sui capelli, sotto forma di lozione: la preparazione è semplice e prevede l’uso di circa 100gr di foglie essiccate di ortica (facilmente reperibili in farmacia o erboristeria) che andranno messe in infusione in una tazza (100ml) d’acqua bollente. Dopo aver lasciato in infusione per circa 15 minuti. Questa lozione, utile per combattere l’eccesso di grasso ma anche la forfora, può essere utilizzata per effettuare l’ultimo risciacquo dopo lo shampoo, massaggiando il cuoio capelluto con le dita per favorire la penetrazione dei principi attivi e stimolare al tempo stesso la l’attività del bulbo pilifero e la circolazione locale del sangue.
Stefania La Badessa, nota sul web con il nome del suo alter-ego Fitogirl, è una farmacista calabrese, scrittrice, pubblicista, esperta di piante medicinali e medicine complementari – note fino a qualche tempo fa come “alternative” e più recentemente definite “integrate” – che poi è una definizione generica per racchiudere tutte le varie tipologie di cura naturali, dall’omeopatia all’ayurveda, dall’agopuntura al reiki.
Stefania La Badessa
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